V I S U A L I Z Z A D I S C U S S I O N E |
gomper |
Inserito il - 10/08/2012 : 20:10:27 PREMESSA. Si parla tanto di “disgusto” del nudismo per via delle denunce e sentenze di cui leggiamo in questi giorni. Ma sull’effetto opposto, sul gusto “distorto” di certi sedicenti nemmeno sempre nudi, nessuno interviene se non al massimo per considerarci superficialmente come loro. E allora le “denunce” nostre proliferano nei dibattiti interni di questo e pochi altri siti: chi vi ottiene consolazione, chi viene appoggiato da alcuni e biasimato da altri (“Sì, però potevi esser tu a far diversamente…”) e via discorrendo secondo la varietà di opinioni. E non si contano i fastidi anche solo per questioni terminologiche: è infatti obiettivamente pesante che qualche accoppiato/a definisca i personaggi in questione “singoli”, e che qualche singolo o accoppiato maschio li chiami “omosessuali” (o sinonimi volgari) nel caso l’attenzione sia rivolta esclusivamente a lui. Generalizzazione o specificazione, banalità o profondità, solidali o critici; comunque sia, senza una legge a protezione del nudismo, questo problema rimane affar nostro.
L’altro giorno ho scovato un Focus del gennaio 2000, quindi redatto alla vigilia di quell’anno considerato “secolare” anche per il nudismo (in Italia, s’intende), salvo che quelle “grandi sentenze” (anche di Cassazione) siano state poi ripetutamente contrastate. Dentro quel numero, per l’appunto, vi era un servizio ben articolato sul tema. Non propriamente, però, sul nudo-naturismo, ma sul NUDO in generale, e sui suoi vari effetti a seconda del come, dove e quando. Quanto colpisce, quindi? O volendo, quanto ha smesso di colpire in Occidente nell’ultimo secolo dopo il picco bacchettone di quello precedente? E “aggiornandolo” a questa prima dozzina del secolo odierno? La risposta iniziale è che sì, l’effetto è (o meglio, era, tredici anni fa) ancora molto potente, ma chiaramente con dei distinguo; alcuni abbastanza prevedibili, altri forse un po’ troppo generici. Non a tutti, a ogni modo, vien da chiedersi se si è scoperta l’acqua calda. Si comincia con lo spiegare che nell’uomo la “potenza” del nudo risale a quando questi adottò la posizione da bipede, rendendo così i propri genitali visibili. Ne conseguì l’impossibilità di “avvicinare un altro senza fare una dichiarazione d’identità sessuale” e “fu per mitigare la forza di questi segnali che l’uomo cominciò a coprirsi con un perizoma” (D. Morris). Il coprirsi assunse quindi il doppio effetto di ridurre l’esibizione e accrescere, quando il perizoma veniva tolto, la carica erotica. Questo determina, anche nei nostri giorni, che è perlopiù l’atto dello spogliarsi ad attrarre, perché rappresenta “la tipica fase di passaggio da uno stato neutrale a uno di disponibilità sessuale” (D. M.), mentre invece – e qui sta il succo – la nudità totale darebbe assuefazione. Svanirebbe quindi assai presto l’effetto erotico di un nudo in posti come un centro-benessere o una spiaggia. L’unico nudo integrale che, fuori dai contesti espressamente pornografici, accentuerebbe l’effetto e la fantasia è quello spiato, “nascosto o involontario” come ad esempio i nudi “rubati” da un teleobiettivo al servizio delle riviste di gossip o da una cinepresa. D’altro canto, sono innumerevoli le circostanze che “annacquano” l’effetto erotico: chi si spoglia per richiamare un problema, o per protesta, anticonformismo e beneficenza. Senza contare l’ilarità degli streakers da stadio o dei disoccupati “organizzati” dell’allora recente film (’97) Full Monty. Si sprecano poi gli esempi di tanti paesi dell’Africa o di alcune zone dell’India dove la nudità, oltre ad essere praticata per motivi religiosi, è considerata del tutto normale tanto che vi si possono incontrare persone nude alle poste e al supermercato (sic!) senza che nessuno si volti a guardarle. Infine viene detto che “nei campi nudisti la sessualità è addirittura del tutto rimossa” (D. M.), un po’ come in tutti i luoghi chiusi dove è normale spogliarsi come palestra, casa e dal medico; agli occhi di quest’ultimo, dice coloritamente A. Meluzzi, non siamo che “contenitori di organi”. Alla luce di tutto questo, qualcosa non risulterebbe chiaro… Bene, assumiamo ora noi lo stile “focussiano”! Ergo… se anche in vari posti aperti (spiagge libere, scogliere, fiumi ecc.) vale ugualmente l’assuefazione per la nudità integrale, e se anche lì l’effetto erotico dovrebbe quanto meno esaurirsi in poco tempo, viene automaticamente da chiedersi:
a) perché proliferano nonostante tutto i guardoni? b) perché dobbiamo stare in guardia da proposte ben lungi dall’innocente socializzazione? c) perché, dunque, i signori in questione non sono “assuefatti”?
Pescando da quest’articolo varrebbe forse il caso del nudo integrale spiato, unica eccezione alla regola dell’assuefazione. Ma è così semplice? Ogni possibile risposta (dai loro “film” mentali alla trasgressione, dall’effetto delle proibizioni nostrane al vedi-nonvedi passando da chi, morigerato in famiglia, ama poi giocare all’alternativo fuori) può essere per alcuni ovvia se non ripetitiva. Per altri magari meno. Chi vuole, e non si è rotto di farlo, dica la propria.
Articolo-fonte: Gli strani effetti del corpo nudo di Lorenzo D. Mariani, citazioni da Desmond Morris (antropologo) e Alessandro Meluzzi (docente di genetica del comportamento); in Focus n. 87 – gennaio 2000, Milano, Gruner+Jahr/Mondatori, pagg. 134-138
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16 U L T I M E R I S P O S T E (in alto le più recenti) |
gomper |
Inserito il - 05/12/2012 : 00:25:15 | elo ha scritto:
...ho riletto il mio scritto, forse sono stato un troppo superficiale nell'affrontare un argomento che, invece, ha profonde connessioni antropologiche. Chiedo scusa, mi sono lasciato andare.
Elo
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Non mi sembra poi così superficiale. Come dici, siamo circondati (soprattutto in TV) da opinionisti da bar che possono usare tutta la profondità possibile per poi dire poco o niente. Focus, il cui articolo ho provato ad analizzare, ha cercato come sempre di essere obiettivo, ma si sa che per argomenti del genere il quaquaraqua delle varie fazioni (Meluzzi in testa) si fa sentire assai, e spesso anche in malafede. |
elo |
Inserito il - 04/12/2012 : 13:37:41 ...ho riletto il mio scritto, forse sono stato un troppo superficiale nell'affrontare un argomento che, invece, ha profonde connessioni antropologiche. Chiedo scusa, mi sono lasciato andare.
Elo |
gomper |
Inserito il - 04/12/2012 : 13:37:36 | .Men.At.Gym ha scritto:
Wow ragazzi! ho studiato Psicologia e sessuologia all'università La Sapienza di Roma ma argomenti così ben esposti non mi erano mia capitati.. Qui cè filo da torcere! Interessante molto interessante..
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Beh, potremmo ripetere la lezione a La Sapienza come Lectio Magistralis , se la laurea ad honoris causa si potesse dare a un insieme di persone (il sito iNudisti) come qualche volta i Nobel!   |
elo |
Inserito il - 04/12/2012 : 13:35:35 Certamente sarebbe tutto più sermplice se tutti si accettassero e ci accettassimo per così come siamo: nudi o vestiti a seconda delle necessità o della volontà. Essendo, a mio parere, la nudità una situazione normale, non vedo a cosa dovrebbe dare assuefazione. Almeno fra di noi dovremmo essere ben consci, finalmente, e smettere di accomunare nudismo e sesso. Questi paralellismi lasciamoli fare ai sempre troppo numerosi opinionisti da bar ( con tutto il rispetto possibile per i pubblici esercizi di cui abbondano le piazze, i giornali e le televisioni. Già che ci siamo lasciamo stare Meluzzzi, voltagabbana, sul cui valore accademico mi astengo ( meglio evitare querele). Elo |
a_fenice |
Inserito il - 04/12/2012 : 06:38:09 Beh dicci anche il tuo parere in merito allora su, vagabondo :-) |
.Men.At.Gym |
Inserito il - 04/12/2012 : 01:32:24 Wow ragazzi! ho studiato Psicologia e sessuologia all'università La Sapienza di Roma ma argomenti così ben esposti non mi erano mia capitati.. Qui cè filo da torcere! Interessante molto interessante.. |
Fede |
Inserito il - 13/08/2012 : 16:31:22 Meluzzi fa parte di quel gruppo di intellettuali che si chiamano "opinion leader", cioè quelle persone che parlano e sanno di tutto e vanno in televisione per formattare i cervelli degli italiani, mettendogli dentro percezioni specifiche che sono finalizzate a:
1- il mantenimento di un basso stato di consapevolezza da parte delle masse;
2- una risposta "corale" e univoca a questioni popolari e oridinarie;
3- Questi opinion leader, essendo depositari di "saggezza" e conoscenza, vengono "eletti" dalle moltitudini a emblemi di ordine morale e quindi referenti in caso di ulteriori domande nei più diparati casi.
Vorrei continuare ma non è più un discorso da Bugs Bunny. Vi potrei consigliare: Psicologia delle folle - 1895 di Gustav le Bon. E' un llibro che si trova in rete, ma se volete... Avevo fatto delle osservazioni in merito in questa discussione:
http://www.inudisti.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=10194
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a_fenice |
Inserito il - 12/08/2012 : 20:02:01 Bah, a me il nudo totale non ha dato assuefazione ne mi ha mai eccitato più di tanto, ma se poco poco vedo un filo di pelle nuda tra pantaloni/gonna e maglietta, impazzisco. Sarò strano? Meglio che sto dove son tutti nudi, così non corro rischi  
Ma una cosa c'è da pensarla: ma meluzzi ha paura che diventiamo impotenti o che si trombi troppo? Questo sinceramente non mi è chiaro. |
gomper |
Inserito il - 12/08/2012 : 14:21:08 Bene! Solo a sentire che questo Meluzzi tira l'acqua a determinati mulini, fa capire la direzione che si voleva prendere. In effetti, anche a leggerlo, un'altra domanda che ci si fa è questa: quanto fossero obiettivi i contenuti dell'articolo. Chiaramente mi ero anch'io fatto alcune idee sulla genericità del fatto che il nudo in un contesto nudista dia assuefazione. Sono d'accordo con chi sostiene la tesi "ONIRICA", che manterrebbe certi "osservatori" della nudità "da spiaggia" ben lungi dallo stato di assuefazione; la stessa che porta i più "arditi" di loro ad andar oltre e passare alle avances. A chi vuol leggere l'articolo vero e proprio, posso mandare privatamente scansione cartacea; non credo si trovi archiviato on-line nel sito di Focus. |
a_fenice |
Inserito il - 12/08/2012 : 12:41:10 Si, giusto, se allenassi cani coprirei i genitali, non vorrei lo scambiassero x un misero salciacciotto  |
siman |
Inserito il - 12/08/2012 : 10:58:43 | Federico ha scritto:
....Rileggendo l'articolo:
"Si comincia con lo spiegare che nell’uomo la “potenza” del nudo risale a quando questi adottò la posizione da bipede, rendendo così i propri genitali visibili. Ne conseguì l’impossibilità di “avvicinare un altro senza fare una dichiarazione d’identità sessuale” e “fu per mitigare la forza di questi segnali che l’uomo cominciò a coprirsi con un perizoma” (D. Morris). Il coprirsi assunse quindi il doppio effetto di ridurre l’esibizione e accrescere, quando il perizoma veniva tolto, la carica erotica."
mi permetto di contestare la disamina dell'autore. Mi sembra che l'oggetto genitali ruoti troppo il concetto sessualità. Una cosa è capire il sesso di chi ci sta di fronte, un'altra cosa è pensare e fantasticare la sessualità. Senza contare che i genitali sono solo uno dei caratteri sessuali dell'individuo. Nell'essere umano non serve guardare in mezzo alle gambe per scoprire il sesso dell'interlocutore. La voce, gli odori, la forma dell'insieme, le muovente, i capelli o la peluria, sono tutti elementi che costituiscono all'identità sessuale. Questa visione mi pare un po' troppo sessocentrica. Il nascondere i genitali non è uguale in tutte le culture e nelle varie epoche storiche. Nell'articolo la "potenza del nudo" è già collegata a priori con con l'erotismo Eì veramente chiaro che, c,i scrive, ha già in mente di collegare in nudo al sesso, e questo, a parer mio, è già fuorviante. Gli animali hanno pulsioni sessuali che sono principalmente legate alla riproduzione, quindi i maschi sono sessualmente attivi solo quando le femmine sono "in calore".Nell'uomo questa cosa si è persa dalla notte dei tempi, principalmente per la usa enorme attività mentale che lo porta a fantasticare (l'autore di questo articolo docet). Per me il problema del nudo=sesso risiede proprio nella fantasia "erotica", che viene esercitata ed educata dal contesto culturale in cui l'individuo cresce.
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Concordo assolutamente con la tua opinione.
Troppi saccenti accomunano il coprirsi i genitali come forma di pudore e/o castrazione della sessualità pubblica. Non approfondiscono il perchè alcune popolazioni, per esempio, coprono il pene; spesso è solo un motivo precauzionale e preventivo ad alcune malattie. Come da te sottolineato, ci sono ben altri modi per differenziare un uomo da una donna indipendentemente dall'organo genitale: anelli al collo delle donne in una tribù dell'area indonesiana, tatuaggi e scarnificazioni in altre africane per gli uomini, capigliature e disegni sulla pelle in altre. Detesto chi vede sempre e comunque un divieto sessuale o morale nel nascondere gli attributi sessuali. |
Fede |
Inserito il - 12/08/2012 : 08:02:51 Divieta et impera. Le civiltà sono mantenute insieme non attraverso una presa di coscienza dell'"essere umani", ma attraverso un istituto normativo che vieta questo o quel comportamento. L'avevano capito già al tempo della "genesi". Proibre qualcosa è il miglor modo di produrre una focalizzazione mentale sull'oggetto della proibizione. Purtroppo questo è generalmente valido nei soggetti e nei momenti della nostra vita in cui la consapevolezza è molto bassa. Consapevolezza vuol dire "sapere di se", cioè capire quali sono i cardini su cui ruota in nostro "essere", e non la nostra personalità che varia di continuo nel tempo. Rileggendo l'articolo:
"Si comincia con lo spiegare che nell’uomo la “potenza” del nudo risale a quando questi adottò la posizione da bipede, rendendo così i propri genitali visibili. Ne conseguì l’impossibilità di “avvicinare un altro senza fare una dichiarazione d’identità sessuale” e “fu per mitigare la forza di questi segnali che l’uomo cominciò a coprirsi con un perizoma” (D. Morris). Il coprirsi assunse quindi il doppio effetto di ridurre l’esibizione e accrescere, quando il perizoma veniva tolto, la carica erotica."
mi permetto di contestare la disamina dell'autore. Mi sembra che l'oggetto genitali ruoti troppo il concetto sessualità. Una cosa è capire il sesso di chi ci sta di fronte, un'altra cosa è pensare e fantasticare la sessualità. Senza contare che i genitali sono solo uno dei caratteri sessuali dell'individuo. Nell'essere umano non serve guardare in mezzo alle gambe per scoprire il sesso dell'interlocutore. La voce, gli odori, la forma dell'insieme, le muovente, i capelli o la peluria, sono tutti elementi che costituiscono all'identità sessuale. Questa visione mi pare un po' troppo sessocentrica. Il nascondere i genitali non è uguale in tutte le culture e nelle varie epoche storiche. Nell'articolo la "potenza del nudo" è già collegata a priori con con l'erotismo Eì veramente chiaro che, c,i scrive, ha già in mente di collegare in nudo al sesso, e questo, a parer mio, è già fuorviante. Gli animali hanno pulsioni sessuali che sono principalmente legate alla riproduzione, quindi i maschi sono sessualmente attivi solo quando le femmine sono "in calore".Nell'uomo questa cosa si è persa dalla notte dei tempi, principalmente per la usa enorme attività mentale che lo porta a fantasticare (l'autore di questo articolo docet). Per me il problema del nudo=sesso risiede proprio nella fantasia "erotica", che viene esercitata ed educata dal contesto culturale in cui l'individuo cresce.
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Eroe |
Inserito il - 12/08/2012 : 05:04:40 Beh se non hai centrato al 100% ci sei andato molto vicino basta chiedersi perché molte religioni mettono al centro dei loro problemi il sesso trascurando reati contro il prossimo e la natura gravissimi al punto che per loro è più grave fare sesso per puro piacere che essere mafioso e spacciare la droga. |
Fede |
Inserito il - 11/08/2012 : 18:43:16 Questo è un discorso interessante. Ognuno vive l'erotismo in modo diverso. Io non generalizzerei. Poi leggendo la firma di Meluzzi che è un supercattolicobigotto... le sue deduzioni sono frutto, a mio avviso, di una sua interpretazione della realtà. E' chiaro, la nudità porta assuefazione. E' per questo che una civiltà ossessionata dal sesso mette al bando la nudità sociale. Mi rendo conto che la mia tesi è ardita. Per tenere la mente impegnata in un certo pensiero, lo strumento migliore che abbiamo è il divieto. Se noi sappiamo che una cosa che ci piace è proibita, allora la mente ce la propone nei sogni e nelle fantasie. Attenzione, solo ciò che ci piace. Se a un goloso gli si dice che non deve più mangiare dolci, si sognerà dolciumi vari e guarderà programmi televisivi di cucina. Io reputo che questa sia una forma di programmazione mentale e sociale. Come al solito esagero un pochino.... |
a_fenice |
Inserito il - 11/08/2012 : 14:55:18 Per una volta in breve: ma di che parlate? Una cosa è avere il chiodo fisso, un'altra è apprezzare chi ti piace, sessualmente parlando. |
blatore |
Inserito il - 10/08/2012 : 21:20:53 Ma spesso i cosidetti guardoni non sono nudisti e quindi rubano di nascosto la nudità altrui. Il gioco erotico è proprio questo. Quanto poi all'assuefazione è vero , in un villaggio nudista non serve molto per assuefarsi e casomai sono oggetto di attenzione coloro che appena giunti sono ancora vestiti. Tuttavia anche con l'assuefazione alla nudità vi sono atteggiamenti che possono determinare erotismo. Il problema è che non vi sono in realtà differenze tra nudo o vestito e men che meno indossando un costume magari iper ristretto. L'erotismo è un complesso meccanismo psicologico che non necessita la visione dei genitali per esprimersi . Anzi spesso l'esposizione integrale non consente alcun riferimento erotico, non alimentando alcuna visione mentale. Coloro che trovano eccitamento nel vedere nudisti non hanno pulsioni sessuali perchè vedono il nudo, ma perchè immaginano che possano esprimersi in atti sessuali(esibizionismo). È questo pensiero che determina il meccanismo erotico . Tale espressione è esattamente ció che avviene nelle pratiche oniriche , cioè immaginiamo ció che ci gratificherebbe in termini sessuali. Senza che vi sia alcuna visione della nudità. |
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