Ritorno ai blog
di nicolapp 10/12/2015 20:28:34
Io e Mauro siamo felici. Le giornate sono colmate di vita nuova, di km da percorrere, di mobili sballottati da un nostro terremoto personale. Non pensavo che la felicità fosse così semplice. Oggi si è creato un imprevisto vuoto di tempo; e se tornassimo a Capalbio, alla nostra spiaggia? Capalbio d'inverno. Il parcheggio desolato, la grande pianta di fico ha perso le foglie, e una bufera le ha pulite via. Finalmente si sono decisi a restaurare la casa cantoniera abbandonata. Il vento è fresco, fa increspare appena il mare, ma il sole scalda come in primavera - assurdo, detto fra noi. Nuda di ombrelloni e stoffe, la spiaggia è ridotta a colori fondamentali: indaco il mare, azzurro il cielo, madreperla e asfalto la sabbia, verde oliva la vegetazione. È una tavolozza cupa e abbagliante. Per chilometri è spazio deserto di uomini ma affollato di fantasmi dei nostri ricordi. Su quella spiaggia ho vissuto giorni di pace. Gli ultimi scampoli della mia precedente relazione. L'incontro con Mauro. Il mare brillava a specchio come in questo momento quando ti vidi per la prima volta. Indossavi un sorriso disarmante e niente altro. I ricordi vorticano alteratissimi, mi riempio di malinconia dolceamara; difficile pensare, rimango in silenzio. In quella luce verticale passa l'ombra di un gabbiano: è enorme, e buia. La capanna che costruii per Raffaele mesi fa è ancora lì, pensa. Brutta ma coriacea. Qualcuno ne ha creata una nuova, perfetta, rotonda, rami piccoli come intrecciati fra loro: un artista, un lavoro certosino. Non siamo capaci di star senza far niente, ci mettiamo a cercare decorazioni per la casa nuova. Troviamo un tronco con due specie di gambe e un piccolo pisello, un vuoto al centro: sarà uno svuota tasche e lo battezziamo 'Tomboy'. Al sole si sta bene anche d'inverno... Verrebbe da buttarsi nell'acqua limpida, ci starebbe bene far l'amore, ma io sono malinconico, lui acciaccato da un super raffreddore; restiamo abbracciati. Qualcuno ha disegnato con conchiglie nella sabbia due iniziali, e poi le ha incorniciate con un cuore. Le impronte lasciano ombre profonde alle nostre spalle. Traiettorie ondivaghe si intersecano. Siamo a casa. Giornata lunga. Abbiamo mangiato fette biscottate e stracchino perché così non sporcavamo nemmeno i piatti. Il raffreddore di Mauro è diventato febbre. Ho messo il letto davanti al camino. Dorme, ha il respiro pesante e ogni tanto è come se si lamentasse. La luce arancio della fiamma è l'unica fonte di luce. Fra un po dormirò anch'io.